Romeo e Giulietta, un musical per le vie di Verona

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Romeo e Giulietta, un musical per le vie di Verona

Il centro storico di Verona: teatro a cielo aperto naturale, la scenografia perfetta per Romeo e Giulietta itinerante. Torna per il secondo anno consecutivo la storia d’amore più romantica di tutti i tempi in un percorso che parte dal celebre balcone di Giulietta e si sposta nei luoghi più  suggestivi della città scaligera, ripercorrendo la storia degli sfortunati innamorati.  Fino al 29 settembre  per tutta l’estate andrà in scena il Romeo e Giulietta prodotta dal Teatro stabile del Veneto –Teatro Nazionale per la regia di Paolo Valerio e verrà replicata nelle versioni italiana e inglese. “E’ un progetto unico in Italia, con un’impronta che ricorda i grandi show o musical anglosassoni” dice Valerio. Sulla falsariga del teatro elisabettiano, lo show prevede il coinvolgimento del pubblico che segue i giovani amanti nelle piazze della città, presi dall’impeto dell’amore, nella loro vitalità e leggerezza, balla con loro partecipa, partecipa ai duelli per le strade di Verona, fino alla scena finale che  si consuma sul palcoscenico del Teatro Nuovo.

“Quest’anno la parte in inglese con narratore italiano sarà quella più preponderante perché lo scorso anno abbiamo rilevato una grandissima partecipazione da parte del pubblico internazionale. Nel cast inglese torna Joe Parker , nei panni di Marcuzio, mentre sono tornato  da poco da Portsmouth dove ho selezionato personalmente i due protagonisti. Sono due giovanissimi attori di talenti: la nostra Giulietta, la romantica e passionale Sephanie Dickson, mi ha colpito subito e poi ho scelto Romeo, il carismatico e malinconico Grant Reeves”. E dalle parole dei registi si evince che il suo Romeo e Giulietta non sarà esente dalla commozione nell’atto finale: “Se nella scena finale del Romeo e Giulietta  non si consuma una lacrima o non  scaturisce un pò di commozione, forse non si è saputo cogliere la bellezza e dunque la grandezza di questo testo”.

 

Articolo tratto da Carnet di Agnese Ceschi

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