Ritratto di donna con Pelliccia – Guido Cadorin

Ritratto di donna con Pelliccia – Guido Cadorin

donna con pelliccia

RITRATTO DI DONNA CON PELLICCIA”  (1941, cm 120×95) d Guido Cadorin (Venezia, 6 giugno 1892 – Venezia, 18 agosto 1976). Partecipa alle principali manifestazioni artistiche mondiali (Milano, Galleria Pesaro nel 1923, Amsterdam e Rotterdam 1924, New York 1925, Bruxelles 1930). Nel 1934 ha una parete alla Biennale di Venezia. Dal 1928 insegna all’Accademia di Venezia e nel 1936 è nominato titolare della cattedra di pittura. Nel 1938 e nel 1942 ha una intera sala alla Biennale. Nel periodo 1949-1950, accetta di partecipare alla formazione dell’importante collezione Verzocchi sul tema del lavoro e realizza, insieme ad un autoritratto, Pittori di barche.Accanto all’attività di cavalletto affianca quella di affrescatore e mosaicista.

Un notissimo Ritratto della madre (Venezia, collezione privata) lo fece emergere come pittore procurandogli l’amicizia di Gino Rossi, nel 1910, in contemporanea ad un viaggio di studio a Firenze. Nel 1911 entrò nel novero degli artisti italiani invitati ad esporre a Valle Giulia in occasione dell’Esposizione internazionale d’arte: in questa occasione rivide Klimt, conobbe la pittura spagnola, entrò in contatto con le novità artistiche europee; al suo ritorno a Venezia (1911) ricevette una lettera di Marinetti che lo invitava ad aderire al futurismo, ma rifiutò.

I ritratti erano ancora il cavallo di battaglia dell’artista: quello della madre aveva catalizzato l’interesse dei critici a Roma; nel 1911 quello di Livia Tivoli Fiorucci (pittrice, che sposerà nel 1917) veniva esposto a Milano tra i “rifiutati di Brera” al caffè Cova, mentre quello del padre era presentato al Camegie Institute di Pittsburg.

L’originale contributo di Guido Cadorin pittore parte dalla cultura artistica del Liberty Italiano, passando per il secessionismo mitteleuropeo fino ad arrivare al Realismo Magico e alla Corrente Novecentista. Partecipa alle principali manifestazioni artistiche mondiali (Milano alla Galleria Pesaro nel 1923, Amsterdam e Rotterdam 1924, New York 1925, Bruxelles 1930).
Colpito dalla sua arte, nel 1924 Gabriele d’Annunzio gli affida la decorazione della sua camera da letto, la “Zambra del Misello”, nella sua villa del Vittoriale. Nel 1925 è ancora presente con alcune ceramiche alla Biennale di Monza. Tra le opere considerate capisaldi della produzione dell’artista ( La beghina del 1909, L’idolo del 1911, il celebre trittico Carne, carne, sempre carne del 1914, le raffinatissime Lagune degli anni Venti) ci sono alcuni stupefacenti ritratti e autoritratti come questo del Grand Hotel della donna in pelliccia oppure la Fanciulla seduta (1909), La collana di perle (1928), la Donna con la collana (1929), Mia sorella (1930), Solitudine (1957).