Disco in forma di rosa del deserto – Arnaldo Pomodoro

Disco in forma di rosa del deserto – Arnaldo Pomodoro

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Disco in forma di rosa del deserto” scultura in bronzo di Arnaldo Pomodoro (Morciano di Romagna, 23 giugno 1926). È considerato no dei più grandi scultori contemporanei italiani, molto noto anche all’estero. Le  sue opere adornano città importanti come Rimini, Pesaro, Roma, Milano, Torino, Tivoli, Belluno, Copenaghen, Brisbane, Dublino (di fronte al famoso Trinity College), Los Angeles, oltre a figurare al Mills College in California, nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani, nei maggiori musei mondiali nonché al Cremlino e all’ONU.

L’arte di Pomodoro è dominata da un rigoroso “spirito geometrico”, per cui ogni forma tende all’essenzialità volumetrica della sfera, del cubo, del cilindro, del cono, del parallelepipedo e di altri solidi  nettamente tagliati, le cui ripetizioni in schiere o segmenti, rettilinei o circolari, sono paragonabili agli ingranaggi nascosti all’interno dei massicci contenitori, resi parzialmente visibili dalle spaccature e dai tagli che rompono la superficie levigata esterna. Lo spazio “fuori” non esiste: tutto si svolge all’interno, nelle “viscere” racchiuse dalle pareti lisce e lucenti, da nitidi volumi, perfettamente delineati.

Le opere di Arnaldo Pomodoro come questo “Disco” hanno un messaggio chiaro: è necessario prescindere dalle cose così come appaiono per giungere a una profondità che a volte è poco oltre l’immediato e che riassume in sé tutta l’essenza della realtà. Tutto ha potenzialità sconosciute da tirare fuori. Così, l’artista come un demiurg, attraverso la sua scultura, genera il reale e lo fa in forme nuove che vanno oltre l’ovvietà del conosciuto raggiungendo nuovi accenti di poesia.

Pomodoro è famoso proprio per questo: i suoi “Dischi”, le sue “Sfere” di bronzo si scompongono, si rompono e si aprono davanti allo spettatore, che è portato alla scoperta del meccanismo interno, in un contrasto tra la levigatezza perfetta della forma e la complessità nascosta dell’interno: è la metafora della vita.