Ulisse in piedi – Giacomo Manzù

Ulisse in piedi – Giacomo Manzù

ulisse in piedi

Delle opere presenti in hotel, merita soffermarsi soprattutto sull’Ulisse. Manzù stesso descrive così la sua ammirazione per il personaggio greco: “Ulisse, poeta vagabondo, ignaro dei beni materiali, lontano dalle avidità corporali, spinto, come le nuvole dal vento, andava per terra e per mare, ispirato dall’aria mediterranea portando con sé il trionfo quotidiano del coraggio, della sfida, della lotta; amando la terra e gli esseri, come per vincerli ed averli con sé…..”. E ancora: “Ulisse mi ha sempre attirato per la sua forza, la sua perseveranza, la sua intelligenza che lo fanno trionfare su tutte le avversità che il destino accumula contro di lui”.

In generale, così Manzù, meglio di chiunque altro, descrive la sua arte: “Il mio lavoro è il ritratto della mia voce, l’incontro coi morti della ‘spagnola’ e con la natura, dai dieci ai quattordici anni. Vi è la sedia, che è l’unica eredità di casa mia, vi sono i cardinali, che sono il ricordo della mia infanzia, vi è il Cristo dell’umanità, che è stato il mio primo conforto e poi sconforto,  vi è il partigiano impiccato che ho visto, vi sono i morti innocenti della guerra, l’incontro con Inge, che mi ha portato l’amore nella vita e nel lavoro, vi è Lenin che ho visto morto, vi sono gli incontri con Papa Giovanni, vi sono i miei figli Giulia e Mileto che vivono con me, vi sono le pieghe che mi perseguitano e, in ultimo, tutti i sacrifici con i quali vivono le mie speranze”.